CIM – Credito di Imposta nel Mezzogiorno


 

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Il presente Avviso ha l’obiettivo di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori.

È un credito di imposta a favore delle imprese che effettuano investimenti in nuovi beni strumentali.

Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, individuabili in base all’articolo 55 del TUIR, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili. L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà.

  • Ambito territoriale – imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
  • Ambito operativo – Sono agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature varie
  • Ambito temporale – Sono agevolabili le acquisizioni effettuate o da effettuare dal 1° marzo 2017 al 31/12/2023

L’agevolazione consiste in un credito di imposta che varia in funzione della dimensione aziendale:

Piccole imprese

45% dell’investimento

Medie imprese

35% dell’investimento

Grandi imprese

25% dell’investimento

Affinché questa misura agevolativa venga applicata, è necessario che l’azienda che ne fa richiesta abbia la sede operativa nelle regioni a cui il bando si riferisce (indicate sopra).

L’investimento oggetto dell’agevolazione non deve essere finalizzato a una mera sostituzione, ma deve rispettare uno dei seguenti requisiti:

  • creazione di un nuovo stabilimento
  • ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente

La condizione necessaria per poter ottenere il credito è che i beni oggetto dell’investimento risultino consegnati e in alcuni casi per i macchinari viene richiesto il collaudo. Al fine della rendicontazione è necessario conoscere eventuali altre agevolazioni sui beni su cui si vuole richiedere il credito d’imposta per il Mezzogiorno. Sono oggetto della CIM anche i beni acquistati con contratto di leasing, il quale deve contenere la clausola di riscatto. In mancanza di quest’ultima, si richiede un’appendice aggiuntiva per considerare il contratto di leasing con il diritto di riscatto.

L’azione di questa misura agevolativa è retroattiva, quindi possono essere considerati investimenti effettuati dal 01/03/2017 al 31/12/2023.

È possibile poter presentare per la stessa azienda più domande, ma non è consigliabile, in quanto l’investimento effettuato deve sempre essere riferito all’innovazione di un’azienda o alla diversificazione della sua attività.

La domanda viene presentata in via telematica all’Agenzia delle Entrate, la quale manda, dopo un controllo meccanico e quindi formale, la ricevuta. Ottenuta la ricevuta, è possibile usufruire del credito, compensando attraverso l’F24, le imposte e tributi per i soggetti titolari di reddito d’impresa. Il controllo sostanziale viene effettuato dall’Agenzia delle Entrate, con indagine a campione, successivamente all’invio della ricevuta. Nel caso di vizi o distorsioni, il credito ricevuto viene annullato e si è sottoposti alla restituzione del credito, il pagamento di una sanzione e gli interessi.

Per poter richiedere tale misura agevolativa, sono necessari i seguenti documenti:

  • visura societaria
  • DURC
  • Fatture, DDT ed eventuali collaudi e pagamenti effettuati dal 01/03/2017
  • Libro dei Cespiti

Bisogna inoltre, indicare l’entità dell’investimento e la circostanza che lo ha generato (nuova apertura, ampliamento, diversificazione e cambiamento). Il Durc deve considerarsi valido per tutta la durata della pratica, anche nel momento successivo all’accettazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

1. Quantificazione dell’investimento

2. Identificazione investimento (nuova apertura/ampliamento/diversificazione/cambiamento)

3. Visura societaria

4. Durc

5. Fatture/ddt/eventuali certificati collaudo e pagamenti effettuati dal 01/03/2017

6. Libro dei Cespiti

7. Bilanci depositati/modelli Unico relativi alle annualità di cui alle fatture agevolabili

8. Ultimi due bilanci depositati/dichiarazioni dei redditi

9. Calcolo ULA degli ultimi 3 anni (2020/2021/2022)

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