Piano Transizione 5.0, Urso: “Progetto architrave della nostra politica industriale”

Piano Transizione 5.0
Piano Transizione 5.0

Approvato il D.L. PNRR che introduce il Piano Transizione 5.0. 6,3 miliardi di euro per sviluppare il digitale e la transizione green nelle aziende italiane

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in queste ore il decreto legge PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che introduce il Piano Transizione 5.0. La misura è stata adottata su proposta di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy e ha l’obiettivo di incentivare gli investimenti nella transizione green e nella digitalizzazione delle aziende tramite un nuovo schema di crediti d’imposta.

Un percorso iniziato il 24 novembre 2023, giorno in cui la Commissione dell’Unione Europea ha approvato il piano modificato dall’Italia del PNRR con l’integrazione dei fondi del Programma RePowerEU necessari a realizzare una svolta strategica nella transizione verso l’innovazione verde e la digitalizzazione del Bel Paese. 

13 miliardi di euro a sostegno delle imprese italiane

Le imprese avranno a disposizione, tra il 2024 e il 2025, un fondo complessivo di circa 13 miliardi di euro: 6,4 miliardi già messi a disposizione dalla Legge di Bilancio approvato l’anno scorso più i 6,3 miliardi del Piano Transizione 5.0. 

L’intervento si affianca agli incentivi fiscali previsti per il Piano Transizione 4.0 che rimarrà in vigore con le aliquote già stabilite.

Le parole del ministro Urso sul Piano Transizione 5.0

Il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha riportato il commento del ministro Adolfo Urso su questo nuovo progetto: “Il Piano Transizione 5.0 è l’architrave della nostra politica industriale, per consentire alle nostre imprese di innovarsi per vincere la sfida della duplice transizione digitale e green, [..]. Oltre agli investimenti in beni strumentali, la misura è orientata anche alla formazione dei lavoratori, perché le competenze sono il fattore che fa la differenza soprattutto per il nostro Made in Italy“.

Una formazione di importanza cruciale, quindi, per utilizzare al meglio i beni strumentali necessari a sviluppare la competitività delle aziende italiane.

Per ulteriori informazioni, consultare il seguente link.