Il 24 novembre 2023, l’Unione Europea ha approvato il nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con l’integrazione dei fondi del programma RePowerEU con 6,3 miliardi per il Piano Transizione 5.0, una svolta strategica per l’innovazione e la digitalizzazione del Paese.

L’intervento si affianca al pacchetto di incentivi fiscali per il Piano Transizione 4.0 che resterà in vigore con le aliquote già stabilite.

Governo e Ministeri stanno lavorando per il decreto attuativo che segue l’avviso in Gazzetta Ufficiale di marzo 2024 che ha stabilito linee di intervento e i dettagli di seguito riportati.

IL PIANO TRANSIZIONE 5.0

L’art. 38 del Decreto Legge 19/2024 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” introduce un nuovo credito d’imposta per gli investimenti effettuati nel 2024 e 2025 relativi al piano transizione 5.0, nell’ambito di progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici e/o l’introduzione di sistemi di monitoraggio delle performance energetiche
Il credito d’imposta avrà aliquote variabili in base alla percentuale di riduzione dei consumi ottenuta a livello di stabilimento o processo produttivo. 
È prevista una premialità per le imprese che investono in tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili come l’acquisto di pannelli fotovoltaici.

Beni agevolabili
  • Sono agevolabili gli investimenti (acquisto o leasing) in beni strumentali materiali (macchine utensili, robot, magazzini automatizzati) e immateriali (software) tecnologicamente avanzati e interconnessi ai sistemi di fabbrica a condizione che siano usati in progetti di innovazione che riducano i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3% oppure i processi interessati dall’investimento almeno del 5%.
  • Sono ricompresi anche software o applicazioni per il monitoraggio dei consumi e dell’energia autoprodotta o che introducono meccanismi di efficienza energetica attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding); nonché, se acquistati unitamente a questi, software per la gestione di impresa.
  • Nell’ambito dei progetti di innovazione che rispettano i requisiti prima citati, e che sono superiori a un importo di 40 mila euro, possono essere agevolati anche investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo, escluse le biomasse. Questi investimento sono oggetto di premialità solo in caso di acquisto di pannelli fotovoltaici prodotti nella Ue e classificati secondo tre livelli di alta efficienza e quindi inseriti nel registro Enea.

Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese residenti nel territorio dello Stato italiano, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, nonché dal regime di determinazione del reddito d’impresa.


La spettanza del beneficio è comunque subordinata alle seguenti condizioni:

  • Rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • Corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono escluse:

  • Le imprese che si trovano in stato di liquidazione volontaria, fallimento o altre procedure concorsuali;
  • Le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9 co. 2 del DLgs. 231/2000.

L’agevolazione non riguarda gli esercenti arti e professioni.

Le aliquote aumentano proporzionalmente alla riduzione dei consumi energetici.

Conseguita la riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale non inferiore al 3% o la riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

35%

investimento fino a 2,5 milioni di euro

15%

investimento da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro

5%

investimento da 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro per anno 

Con riduzione strutturale di consumi tra il 6% e il 10% o riduzione dei consumi dei processi interessati tra il 10% e il 15%, le aliquote aumentano come segue:

40%

investimento fino a 2,5 milioni di euro

20%

investimento da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro

10%

investimento da 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro per anno 

Con riduzione strutturale di consumi superiori al 10% o riduzione dei consumi dei processi interessati superiore al 15%, le aliquote aumentano ancora come segue:

45%

investimento fino a 2,5 milioni di euro

25%

investimento da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro

15%

investimento da 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro per anno 

Differente lo scenario degli investimenti finalizzati all’acquisto di sistemi per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia. Per l’acquisto di pannelli fotovoltaici si precisa che gli unici moduli ammessi a contributo sono quelli prodotti all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea che hanno determinati requisiti

  • efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%;
  • efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%;
  • moduli composti da celle bifacciali ad etero giunzione di silicio o tandem con un’efficienza di cella almeno pari al 24%

Per i primi due casi, concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari rispettivamente al 120% e 140% del costo.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’IRAP, non porti al superamento del costo sostenuto.

Il credito d’imposta transizione 5.0 NON È CUMULABILE, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con:

  • il bonus investimenti in beni strumentali di cui all’art. 1 co. 1051 ss. della L. 178/2020;
  • il bonus investimenti ZES Unica di cui all’art. 16 del DL 124/2023.

LE LINEE DI INTERVENTO DEL PIANO TRANSIZIONE 5.0

 

3780 mln

acquisto di beni strumentali materiali o immateriali 4.0

1890 mln

acquisto di beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili

630 mln

formazione del personale in competenze per la transizione verde

LE FASI DI ACCESSO AL CREDITO

La prima fase per l’accesso al Credito d’imposta Transizione 5.0 consiste nella valutazione da parte di un soggetto abilitato (certificatore indipendente) al rilascio delle certificazioni energetiche per l’invio della domanda al GSE e prenotazione del credito in base all’investimento da effettuare. Con decreto  sono individuati  i  requisiti,  anche  in termini di indipendenza, imparzialità, onorabilità e professionalità, dei soggetti  autorizzati al rilascio delle certificazioni.
Al momento, i soggetti abilitati sono:

  • EGEEsperti in Gestione dell’Energia certificati da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11339;
  • ESCoEnergy Service Company certificate da organismo accreditato secondo la norma UNI CEI 11352.

Il Ministero delle imprese e del made in Italy si riserva di individuare altre figure preposte alla fase di perizia e reportistica con decreto apposito.

Per le  piccole  e  medie  imprese, le  spese sostenute  per adempiere all’obbligo di certificazione  è riconosciuto un aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 10.000 euro.

La seconda fase consiste nell’imbastimento e compilazione della domanda in via telematica su modello standard del Gestore dei Servizi Energetici s.p.a. (GSE). Si invia quindi tutta la documentazione e la comunicazione del progetto e costo dell’investimento pianificato.
Il soggetto gestore, previa verifica della completezza della  documentazione,  trasmette  quotidianamente, con modalità telematiche, al Ministero delle imprese e del made in Italy, l’elenco delle imprese che hanno validamente chiesto di fruire dell’agevolazione e l’importo del credito prenotato, assicurando che l’importo complessivo dei progetti ammessi a prenotazione non ecceda il limite di spesa.

I progetti ammissibili saranno valutati in base alle certificazioni ex ante rilasciate dal valutatore indipendente circa la  riduzione  dei  consumi  energetici  conseguibili tramite gli investimenti pianificati (FASE 1). In base a questa prima perizia, seguirà necessariamente nella FASE 5, una certificazione ex post una valutazione e monitoraggio circa l’effettiva realizzazione degli investimenti e ottenimento delle riduzioni energetiche come preventivato.

La terza fase ha inizio se e solo se il GSE e Ministero abbiano confermato l’ammissibilità dell’investimento. Di qui parte l’acquisto e innovazione di processo con l’avvio del progetto. In un paio di settimane dalla comunicazione si procede con la raccolta documentale, la predisposizione tecnica e l’interconnessione dei beni acquistati con la struttura produttiva. Sono validi anche investimenti effettuati prima della domanda, ma sempre dopo il 1 Gennaio 2024, seguiranno istruzioni sul transitorio. 

Contestualmente, si procede alla formazione delle risorse e al monitoraggio delle performance energetiche. L’unica formazione ammissibile è quella inerente all’installazione, corretto utilizzo e conseguente monitoraggio delle performance energetiche; non è ammissibile formazione generica sui temi del Piano.

Tutti i documenti afferenti all’acquisto, consegna e predisposizione del materiale oggetto dell’investimento deve essere conservato e monitorato per le verifiche successive. Dovranno riportare che sono stati acquistati per il Piano Transizione 5.0.

La quarta fase è la finalizzazione dell’intervento, rendicontazione e compensazione in F24 entro il 31 dicembre 2025. L’ammontare non ancora utilizzato alla predetta data è riportato in avanti ed è utilizzabile in cinque quote annuali di pari importo.

Il piano stabilisce l’obbligatorietà della certificazione contabile finale effettuata da un revisore dei conti autonomo ed esterno all’azienda. Quest’ultimo avrà la responsabilità di attestare non solo l’effettivo sostenimento delle spese, ma anche la corrispondenza con tutto l’apparato documentale predisposto durante il monitoraggio e comunicazione GSE. Per la revisione dei conti e dell’effettivo investimento effettuato, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Segue una fase di monitoraggio e successivi controlli post investimento al fine della prova della riduzione dell’impatto energetico.

Qui interviene nuovamente il certificatore per la perizia post.

Tutti i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

A tal fine, le fatture, i documenti di trasporto e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento al Piano Transizione 5.0.

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“Transizione 5.0: digitale e green per le imprese del futuro”

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Riscopri il programma

NE PARLANO

ANSA – “Urso, ’12 miliardi nel 2024-2025 per la transizione 5.0′” – Redazione ANSA, 15 novembre 2023

LA REPUBBLICA – “Pnrr: sì alle modifiche del RepowerEU, in arrivo altri 2,8 miliardi” –

MIMIT – “REPowerEu e nuove misure PNRR” – 29 novembre 2023

MILANO FINANZA – “Pnrr, via libera dalla Commissione Ue alle modifiche apportate dall’Italia. Dalla rimodulazione 21 miliardi per le imprese” – 25 novembre 2023

AGENDA DIGITALE – “Transizione 5.0, il piano del Governo deprezza il digitale” – 01 dicembre 2023

ESA AUTOMATION – “Verso Transizione 5.0: gli incentivi resteranno automatici e non selettivi” – 28 luglio 2028

RETE AGEVOLAZIONI – “Transizione 5.0” – Franco Rasotto, 2 agosto 2023

INDUSTRY 4.0 – “Transizione 5.0, quali novità? E cosa sappiamo?” – Massimiliano Casinelli, 01 dicembre 2023

WARRANT HUB – “Transizione 5.0, i punti fermi e le incognite del nuovo piano di incentivi” – Franco Canna, 27 novembre 2023

FINERA: THE NEW ERA OF FINANCE – “Transizione 5.0: cos’è e le novità per le PMI nel 2024” – 24 novembre 2023

INNOVATION POST – “OK della Commissione UE, 6,3 miliardi al piano Transizione 5.0: ecco come saranno gli incentivi” – Franco Canna, 24 novembre 2023

CORCOM – “Transizione 5.0, sul piatto 4 miliardi. Urso: “Mettiamo il turbo alle imprese” – Federica Meta, 28 luglio 2023

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